Home » Carlo Persiani esordisce con il suo primo libro ‘Niente supplì nell’aldilà’

Carlo Persiani esordisce con il suo primo libro ‘Niente supplì nell’aldilà’

Carlo Persiani è in libreria con il suo romanzo d’esordio ‘Niente supplì nell’aldilà. Cronache di uno scavo’

Niente supplì nell’aldilà. Cronache di uno scavo (Ed. Esperia) è il romanzo d’esordio di Carlo Persiani, archeologo della Sovrintendenza di Roma Capitale, autore di numerosissime pubblicazioni scientifiche e didattiche.

In questo romanzo ci racconta di Enrico che, quasi per caso, sceglie di passare due settimane in un campo di volontariato archeologico per lasciarsi alle spalle una comitiva insoddisfacente, un ambiente familiare soffocante, e la propria mancanza di iniziativa. Neanche il tempo di arrivare e si trova a interpretare un ruolo principale su un palcoscenico dove a turno si fanno avanti l’amicizia, l’amore, il rimorso, la gelosia sotto la cappa di un dramma apparentemente dimenticato.

La scoperta delle tracce mortali di questa tragedia fa scattare una sequenza di investigazioni, di scoperte, di riconoscimenti che proiettano tutti gli attori verso la sarabanda finale. Lo scenario è una villa di campagna dall’aspetto più antico della sua vera età e la storia è ambientata in un angolo di Tuscia ricostruito con la fantasia, protagonista più che sfondo, con i segreti che contiene e che si svelano man mano per la sagacia dei personaggi.

La vicenda è scandita dai 15 giorni del turno di campo archeologico vissuto da Enrico, registrati sul suo diario e accompagnati dai consigli per l’ascolto, come in una delle prime radio libere.

Carlo Persiani è di origini romane. Da giovane volontario dell’archeologia, conserva ricordi e sentimenti dei primi anni della sua passione, dai quali ha preso forma Niente supplì nell’aldilà. Entrato nel tunnel dell’archeologia, non ne è più uscito: da appassionato a studente a dottore di ricerca; studioso di preistoria della Tuscia e dell’Anatolia, archeologo per vent’anni in cooperative archeologiche e per altri due decenni nel Comune di Roma. Ha sempre lavorato con la radio accesa, sostenuto dai tempi dei ritmi e dai ritmi dei tempi.

Redazione

Lascia un commento

Torna in alto