Alluvione Marche, lavori attesi da 30 anni. La tragedia si poteva evitare. Sotto accusa i mancati lavori sugli argini del fiume
Attesi da 30 anni i lavori “urgenti e prioritari” sull’argine del fiume Misa, che lo scorso 15 settembre, a causa di un violento e imprevisto temporale, è esondato in più punti, inondando la zona e provocando 11 morti e danni ingenti.
Già nel 2004 Senigallia aveva subito un’altra alluvione. Allora era premier Matteo Renzi, il quale aveva dichiarato che c’erano i soldi per fare la cassa di espansione, un’opera che avrebbe permesso di ridurre la portata di piena del fiume. Sabato scorso ha dichiarato: “Trovo incredibile che questa opera non sia stata fatta per ritardi burocratici”.
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Oltre a questo episodio, si ricordano altri lavori banditi, ma poi mai realizzati per intoppi burocratici, i quali avrebbero potuto evitare la tragedia. Intanto, la Procura di Ancona ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e inondazione colposa.
I carabinieri hanno prelevato della documentazione in Regione e domenica prossima sono in programma sopralluoghi nelle aree colpite. I filoni di indagine sono due: uno riguarda l’allertamento della popolazione, che non c’è stato perché i bollettini meteo non segnalavano livelli di precipitazioni preoccupanti. L’altro riguarda l’accertamento di eventuali responsabilità e negligenze negli interventi di manutenzione sui corsi d’acqua.

