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Crisi Cina-Taiwan: cresce la tensione dopo la visita di Nancy Pelosi a Taipei

Pechino avvia le esercitazioni militari. Taiwan attiva i sistemi di difesa 

Che la visita di Nancy Pelosi a Taipei sarebbe stata pericolosa era risaputo. Se il presidente della camera degli Stati Uniti (terza figura politica più importante negli Usa) si reca in un paese, in quel momento avviene indirettamente il riconoscimento del paese stesso, ed è questo il più grande torto che si possa fare al governo di Pechino, il riconoscimento di Taiwan come stato indipendente.

In risposta all’interferenza statunitense, Pechino ha immediatamente avviato esercitazioni militari intorno a Taiwan, una delle più grandi degli ultimi 20 anni. Nelle acque di Taiwan sarebbero stati lanciati 11 missili e altri 5 sarebbero stati lanciati in una zona di influenza nipponica. Il ministro degli esteri giapponese Yoshimasa Hayashi ha chiesto l’immediata interruzione delle attività militari alla Cina. La mobilitazione militare cinese ha allarmato anche i vertici dell’esercito di Taipei che ha attivato i sistemi di allarme e di difesa. 

Con un comunicato su Twitter, la presidente di Taiwan Tsai Ing-wen, dichiara che Taiwan è pronta a difendersi e che punta sul sostegno di tutta la comunità internazionale. La Cina punta invece il dito contro gli Usa accusandoli di aver violato gli accordi internazionali. 

Ma a rassicurare Pechino, il segretario di stato Usa, Blinken ha detto: “gli stati uniti si oppongono a ogni cambiamento dello status quo di Taiwan. La stabilità dello stretto è nell’interesse di tutti

Umberto Martellotta

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