Il delitto è avvenuto a Milano nel 1995
scritto da Serena Marotta
Il 20 febbraio 2017 Patrizia Reggiani – condannata a 29 anni di carcere in primo grado, pena ridotta poi a 26 anni in appello e in cassazione: per i giudici è stata lei la mandante dell’omicidio dell’ex marito Maurizio Gucci – è tornata libera dopo aver scontato 18 anni di carcere. Lei, nota alle cronache come Lady Gucci, si è sempre dichiarata innocente. Lo stesso anno in cui è stato ucciso, Maurizio Gucci si sarebbe dovuto sposare con la sua compagna, Paola Franchi. Intanto sul caso Gucci uscirà a novembre del 2021 un film, dove Lady Gaga vestirà i panni di Patrizia Reggiani.
In un’intervista datata 2014 la Reggiani ha dichiarato: “Non volevo Maurizio morto, l’avevo amato come una pazza, era il padre delle mie figlie. In quel momento della mia esistenza, però, ero convinta che un essere come lui non fosse degno di vivere. Perché? Non lo dirò mai.”
Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani si sono sposati nel 1973 e hanno divorziato dopo dodici anni. Dalla loro unione sono nate le due figlie, Allegra e Alessandra.

L’omicidio di via Palestro numero 20, a Milano
E’ la mattina del 27 marzo del 1995 quando alle 8.30 Maurizio Gucci esce di casa per raggiungere l’ufficio che è poco distante dalla sua abitazione. Gucci sale i gradini dell’atrio del palazzo di via Palestro al civico 20, ha giusto il tempo di salutare il portiere quando viene raggiunto da un uomo all’interno della portineria che lo uccide con quattro colpi di pistola. Numerose le ipotesi avanzate sul perché dell’omicidio. Sono stati presi in considerazione anche gli affari in cui era coinvolto l’uomo, erede di uno dei più famosi marchi di moda al mondo.
Per arrivare al mandante di questo omicidio ci sono voluti due anni di indagini. Due anni per trovare le prove che Patrizia Reggiani fosse la mandante dell’assassinio di via Palestro. Attorno al nome della Reggiani, campeggiano altri nomi: Ivano Savioni, portiere d’albergo, che si è vantato di essere coinvolto proprio nell’omicidio dell’ex marito di Patrizia Reggiani. Il nome di Pina Auriemma, con il quale Savioni aveva dei legami, nonché amica e confidente di Patrizia Reggiani.
Tutto è venuto fuori grazie alle intercettazioni telefoniche. Da qui i dettagli dell’omicidio di Maurizio Gucci. Stando alla ricostruzione, la mandante è appunto la ex moglie, consigliata dalla maga Pina Auriemma e l’esecutore Benedetto Ceraulo. Tutti arrestati il 30 gennaio del 1997 insieme a Savioni e Orazio Cicala, accusato di essere alla guida della Renault Clio usata dal killer per allontanarsi dal luogo del delitto.
Il vitalizio e il “promemoria d’intenti”
Dopo il divorzio tra Gucci e la Reggiani avvenuto nel 1985, i due il 24 dicembre 1993 firmano a Sankt Moritz, in Engadina, un accordo. Si tratta di un «promemoria d’intenti» in cui l’imprenditore si impegna a corrispondere all’ex moglie una cifra pari ad un milione di euro all’anno (più 26 milioni di arretrati).
La madre di “Lady Gucci”, dopo il carcere, chiede un amministratore di sostegno per la figlia, che secondo la donna potrebbe essere facile preda di raggiri, mentre le figlie Allegra e Alessandra Gucci vogliono bloccare e impedire che la madre possa ricevere il vitalizio del padre assassinato. Così, concluso il carcere e chiusi i conti con la giustizia, Patrizia Reggiani affronta tre contenziosi civili. Il primo con l’anziana mamma, che chiede appunto per lei un amministratore di sostegno. Gli altri per ricevere il ricco vitalizio concesso dal marito come previsto dall’accordo di separazione. E poi un’altra causa davanti ai giudici svizzeri, intentata nei confronti della madre dalle sue figlie Alessandra e Allegra Gucci per impedirle di ricevere il vitalizio.
La proposta di accordo
Patrizia Reggiani ha avanzato alle figlie una proposta di accordo, che è stata rispedita al mittente. In pratica la donna aveva proposto di rinunciare al vitalizio e in cambio chiedeva alle figlie una somma mensile per il suo mantenimento e di usare uno chalet a Saint Moritz e un veliero. Veliero che apparteneva all’imprenditore della moda assassinato. Le figlie non hanno accettato l’accordo. In questo caso la procedura di mediazione potrà rimanere aperta per un anno, a partire dal giorno dell’udienza, cioè 11 ottobre 2018.
Mentre la madre della Reggiani ha ottenuto dal Tribunale di Milano la nomina di un amministratore di sostegno per le operazioni economiche “straordinarie” della figlia Patrizia. Deceduta ad aprile del 2019 la madre, Patrizia ha ricevuto i soldi della donna in eredità e ha deciso di risarcire la compagna di Maurizio Gucci, Paola Franchi, e il portiere Giuseppe Onorato, che l’anziana madre non aveva voluto risarcire.

