Il filosofo Dugin contro Putin, il giallo del post poi cancellato, in cui il presidente russo veniva contestato per la ritirata da Kherson
Si può considerare un piccolo giallo quello intorno al post comparso sul canale Telegram del filosofo russo Dugin. A riportare la notizia in Italia è il Corriere della Sera, che cita il tabloid britannico Mirror.
Nel post, Dugin avrebbe scritto parole molto dure contro il presidente Putin dopo la ritirata dalla città ucraina di Kherson. Il post è stato rimosso subito, ma questo non avrebbe scongiurato la possibilità di divulgazione del testo.
Il contenuto del post di Dugin diceva che in una autocrazia «diamo al sovrano pienezza assoluta dei poteri per salvarci tutti», quindi «pieni poteri in caso di successo, ma anche totalità delle responsabilità in caso di fallimento». A tal proposito, il filosofo cita una storia contenuta nel libro di James Frazer «Il ramo d’oro», in cui “un sovrano viene ucciso e sventrato perché non è riuscito a riportare la pioggia, ponendo fine a una lunga siccità”.
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Il post continua: «Se il sovrano si circonda di mer…, o se sputa sulla giustizia sociale, questo non è piacevole. Ma è accettabile se il sovrano ci salva. Se no – il destino del “re delle piogge”».
«Quanto avvenuto non è semplicemente un tradimento: è un passo verso l’Armageddon», avrebbe scritto ancora, e aggiunto: «Le condizioni dell’Occidente, questa civiltà satanica, non saranno mai accettabili per Mosca. Questo significa che ci resta a disposizione il nostro arsenale di atomiche tattiche e strategiche. Questo è il punto finale».
Sempre sull’Occidente ha scritto: «L’Occidente sta iniziando a mandare in onda la finzione secondo cui io e i patrioti russi ci saremmo rivoltati contro Putin dopo la resa di Kherson e che presumibilmente ne stiamo chiedendo il rovesciamento. Questo non viene da nessuna parte e si basa su un mio messaggio che avrei presumibilmente cancellato. Ovviamente nessuno ci crederà, ma per ogni evenienza: nessuno ha voltato le spalle a Putin, io e tutti i patrioti russi lo supportiamo incondizionatamente. Il dolore per la perdita di Kherson è una cosa, l’atteggiamento verso il comandante in capo è un’altra. Siamo fedeli a Putin e sosteniamo fino alla fine l’operazione militare speciale della Russia».
Infine, sull’utilizzo dell’arma atomica, ha detto il filosofo: «L’Occidente non capisce che la Russia e Putin non capitoleranno in nessun caso. Mettere all’angolo la Russia è un suicidio per l’Occidente e per l’umanità. Ma dopo aver mobilitato la società spiritualmente e ideologicamente, ce la faremo senza armi nucleari».
Come anticipato, il post è stato cancellato e il contenuto smentito, ma in molti hanno letto in questa vicenda l’eventualità che le certezze intorno a Putin e sul suo potere stiano fortemente vacillando.

