Putin bombarda Kiev, Mattarella: «Ue bersaglio di questa guerra». La popolazione rifugiata nelle metropolitane
Kiev, la capitale dell’Ucraina, si è svegliata sotto i bombardamenti di Putin, risposta alla distruzione del ponte in Crimea. L’attacco a Kiev, e ad altre città dell’Ucraina, è stato condannato da molti nel mondo, dalla Nato all’Italia.
Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha twittato: «Ho parlato con il Ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ho condannato gli orribili e indiscriminati attacchi della Russia alle infrastrutture civili in Ucraina. La Nato continuerà a sostenere il coraggioso popolo ucraino nella lotta contro l’aggressione del Cremlino per tutto il tempo necessario».
Leggi anche: IRAN, CONTINUANO LE PROTESTE. CHIUSE LE SCUOLE SUPERIORI
Gli Stati Uniti stanno valutando una risposta militare e intanto invitano i connazionali a lasciare il paese: «La Russia ha lanciato attacchi contro le infrastrutture civili dell’Ucraina e le strutture governative a Kiev e altrove. I continui attacchi della Russia in Ucraina rappresentano una minaccia diretta per i civili e le infrastrutture civili. L’ambasciata degli Stati Uniti esorta i cittadini statunitensi a rifugiarsi sul posto e a lasciare l’Ucraina ora, utilizzando le opzioni di trasporto via terra disponibili privatamente qualora questo sia possibile in condizioni di sicurezza».
Il bilancio dei morti e feriti aumenta di ora in ora: «In generale, al momento, possiamo parlare di dieci morti e circa 60 feriti in tutta l’Ucraina a causa degli attacchi missilistici russi», ha detto la portavoce della Polizia Nazionale Maryana Reva. Colpite infrastrutture civili importanti, treni e strutture varie. Le stazioni della metropolitana trasformate in rifugi per civili.
Il Presidente Sergio Mattarella ha dichiarato: «L’Europa è un bersaglio di questa guerra. Ne sono sfidati i principi di civiltà, i valori che si sono affermati come risposta dei popoli alla barbarie della Seconda guerra mondiale e delle dittature che l’hanno provocata. Anche per questo l’Europa ha il dovere di una risposta unitaria e coerente».

