Per Sileri è inevitabile la quarta ondata di contagi. Per questo è importante “cercare gli over 50 non immunizzati perché saranno loro, non vaccinati a maggior rischio”
Questa mattina, intervenuto nella trasmissione Radio anch’io, su Rai Radio1, Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ha parlato della quarta ondata di coronavirus: “La quarta ondata della pandemia ci sarà. E, in effetti, i casi che sono saliti negli ultimi 20 giorni rappresentano già un inizio di quarta ondata, però, come ci dicono i medici, negli ospedali si vede che in questa fase chi sta male in forma seria, tanto da ricorrere alle cure ospedaliere, è prevalentemente chi non si è vaccinato“.
A anche aggiunto che “Questa ondata sarà caratterizzata da un ulteriore incremento di casi positivi, ma anche da una stabilizzazione dei ricoveri e dei decessi che sarà più probabile vedere laddove è maggiore la percentuale di popolazione non vaccinata“.
Per questo motivo, anche Sileri ha parlato dell’importanza di procedere con la campagna vaccinale. Il Commissario Figliuolo nei giorni scorsi aveva annunciato l’arrivo di nuove dosi e un nuovo piano vaccinale per incentivare i più giovani alla vaccinazione. In tal senso Sileri ha detto: “ci stiamo molto impegnando a vaccinare la popolazione giovane, con tante iniziative. Ma la cosa più importante e che più mi preoccupa è andare a cercare gli over 50 non immunizzati perché saranno loro, non vaccinati a maggior rischio, ad essere inclusi nel computo dei malati gravi di questa quarta ondata“.
Sulla terza dose ha detto Sileri: “immagino che si dovrà fare. Difficile poter dire però quando, anche se è verosimile che si possa fare almeno dopo un anno dalla vaccinazione completata” e ha poi spiegato che “è difficile dire quando servirà la terza dose perché conosciamo questo vaccino da poco meno di un anno come largo uso nella popolazione. E sappiamo che, ad oggi, la risposta protettiva permane. Ma quanto durerà questa risposta lo scopriremo solo nei prossimi mesi. E’ verosimile che possa durare un anno, un anno e mezzo. Se così dovesse essere è chiaro che una terza dose sarà necessaria“.

