Stazioni di “polizia cinese” in Italia per controllare il lavoro dei connazionali. Nel nostro paese sarebbero undici
L’autorità di Pechino avrebbe istituito in 53 paesi del mondo delle “stazioni di polizia cinese”, che avrebbero il compito di sostenere i connazionali che lasciano la Cina e decidono di vivere altrove. In Italia queste particolari stazioni sarebbero ben 11 e si troverebbero a Roma, Milano, Bolzano, Venezia, Firenze, Prato, dove vive la comunità cinese più numerosa, e in Sicilia.
Ovviamente non si tratta di postazioni ufficiali, ma di “stazioni segrete”, il cui scopo vero sarebbe un altro, ovvero quello di controllare i connazionali all’estero. Ufficialmente si tratterebbe di “uffici” che aiuterebbero i connazionali con i visti, i documenti, la patente, ma secondo l’ong spagnola Safeguard Defenders lo scopo di questi uffici sarebbe quello di individuare e arrestare i dissidenti scappati all’estero.
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Inoltre, spiega l’ong che il personale designato è incaricato di “molestare, minacciare, intimidire e costringere le persone a tornare in Cina”. Laura Harth, direttrice della campagna di Safeguard Defenders, ha spiegato: “Monitoriamo i dati cinesi e ad aprile abbiamo ricevuto informazioni dal ministero della Pubblica informazione che hanno mostrato che 210mila persone sono state persuase a rientrare in un solo anno”.

