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Stazioni di “polizia cinese” in Italia per controllare il lavoro dei connazionali

Stazioni di “polizia cinese” in Italia per controllare il lavoro dei connazionali. Nel nostro paese sarebbero undici

L’autorità di Pechino avrebbe istituito in 53 paesi del mondo delle “stazioni di polizia cinese”, che avrebbero il compito di sostenere i connazionali che lasciano la Cina e decidono di vivere altrove. In Italia queste particolari stazioni sarebbero ben 11 e si troverebbero a Roma, Milano, Bolzano, Venezia, Firenze, Prato, dove vive la comunità cinese più numerosa, e in Sicilia.

Ovviamente non si tratta di postazioni ufficiali, ma di “stazioni segrete”, il cui scopo vero sarebbe un altro, ovvero quello di controllare i connazionali all’estero. Ufficialmente si tratterebbe di “uffici” che aiuterebbero i connazionali con i visti, i documenti, la patente, ma secondo l’ong spagnola Safeguard Defenders lo scopo di questi uffici sarebbe quello di individuare e arrestare i dissidenti scappati all’estero. 

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Inoltre, spiega l’ong che il personale designato è incaricato di “molestare, minacciare, intimidire e costringere le persone a tornare in Cina”. Laura Harth, direttrice della campagna di Safeguard Defenders, ha spiegato: “Monitoriamo i dati cinesi e ad aprile abbiamo ricevuto informazioni dal ministero della Pubblica informazione che hanno mostrato che 210mila persone sono state persuase a rientrare in un solo anno”.

Fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/xi-an-xian-cina-rosso-lanterna-2432997/

Amalia Vingione

Amalia Vingione è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e presso lo stesso Ateneo consegue la laurea specialistica in Filologia Moderna con indirizzo in Italianistica. Consegue un Master in Editoria e Comunicazione presso il Centro di Formazione Comunika di Roma. Attualmente lavora come Editor, Copywriter per diverse Case editrici e Giornali e si occupa di Comunicazione per enti e associazioni.

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