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Tragedia di Akron: l’ultima di una lunga serie | I dati

Tragedia di Akron: stavolta la vittima è un 25enne

Dietro i fatti di Akron potrebbe ancora una volta celarsi la matrice razziale. Dopo la vicenda in Minnesota e la morte di George Floyd, di Patrick Loyola in Michigan, ecco un altro caso che stavolta vede coinvolta la polizia di Akron, Ohio.

Nella notte del 27 giugno, un afroamericano di 25 anni, Jayland Walker è stato raggiunto da circa 60 colpi di pistola sparati dagli agenti della polizia di Akron, al termine di un inseguimento. Secondo le ultime ricostruzioni, pare che l’uomo si sia sottratto a un controllo dovuto ad una violazione stradale e che questo abbia innescato l’inseguimento. Ad un tratto, secondo gli agenti, dall’auto del fuggitivo sarebbero stati esplosi alcuni colpi di pistola, fino a quando, terminata la fuga, sarebbe uscito dalla vettura con un passamontagna e si sarebbe diretto verso un parcheggio. A quel punto l’uomo, disarmato, sarebbe stato raggiunto da un crescendo di colpi di pistola. 60 secondo l’avvocato della famiglia. Tra l’altro l’avvocato ha sottolineato la ferocia dell’azione degli agenti dicendo che non fosse totalmente necessaria e che l’uomo fosse disarmato.

Nella sua auto sono stati ritrovati una pistola ed un caricatore. Pare inoltre che un bossolo compatibile con la sua arma sia stato ritrovato nel punto in cui gli agenti avevano avvertito lo sparo dall’automobile. 

Così come nei casi precedenti, anche stavolta la popolazione afroamericana ha risposto manifestando davanti al municipio della città. Il sindaco Dan Horrigan, in un appello ha detto: “la violenza non sarà la risposta”. 

Nel frattempo gli otto agenti coinvolti sono stati sospesi. Tra essi pare che sette fossero bianchi ed è questo uno dei motivi per i quali si pensa all’omicidio razziale. 

Questo caso richiama tutti gli ultimi omicidi compiuti dalla polizia a danno degli afroamericani.

Non dimentichiamo la tragedia di George Floyd per il cui omicidio l’ex agente Derek Chauvin è stato condannato a 22 anni di carcere. O ancora, il caso di Patrick Loyola in Michigan, ucciso da un colpo di pistola alla nuca mentre era inginocchiato di spalle. Un escalation che nasce se vogliamo dal caso più eclatante di Trayvon Martin, ucciso dall’agente George Zimmermann nel 2012. L’assoluzione di Zimmermann innescò un meccanismo di reazione che sfociò nella nascita dell0 slogan “BLACKLIVESMATTER”.

Tuttavia il dato preoccupante, aldilà della questione razziale, è il numero di omicidi commessi dalla polizia ai danni di persone disarmate. Secondo le ultime stime, nel 2021 sarebbero 1055 le persone uccise da agenti di polizia di cui solo il 15 percento era armato.

Umberto Martellotta

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