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Rinviato il rientro di Patrick Zaki in Italia

Rinviato il rientro di Patrick Zaki in Italia. Intanto, lo studente egiziano ha rifiutato il volo di Stato

“C’è un leggero cambiamento nei piani poiché è venuto alla nostra attenzione che i documenti ufficiali per revocare il divieto di viaggio saranno finalizzati domenica a mezzogiorno. Quindi, dopo dovremo viaggiare per assicurarci che la mia situazione legale sia chiara al 100%”, sono queste le parole che ha scritto Patrick Zaki sui social, annunciando uno spostamento del giorno della partenza. “Stai tranquilla Bologna, arrivo tra un paio di giorni, dobbiamo solo aspettare altri due giorni”, ha aggiunto Zaki nel suo messaggio.

Sul rifiuto del volo di Stato è intervenuta anche Amnesty, che ha spiegato: “è una scelta tipica di un difensore dei diritti umani la cui reputazione si basa sull’indipendenza da qualunque tipo di governo. Se al posto di Meloni ci fosse stato Conte o Draghi la scelta sarebbe stata la stessa, non c’è nessuna ostilità. “Patrick da quando ha potuto riprendere la parola ha ripetutamente ringraziato il governo italiano l’ambasciata italiana a Il Cairo”.

Il ministro Tajani è intervenuto sulla vicenda: “È una sua scelta, non lo so. Ho parlato con l’ambasciata. Ritornerà con il volo di linea. A noi interessava liberarlo. Il governo ha lavorato per liberarlo, poi dopo sono sue scelte. Come vuole tornare, torna in Italia. Un cittadino egiziano può partire dal suo Paese come vuole, con lo strumento che vuole. Gli era stata offerta la possibilità ma non è un obbligo. Se lui non vuole, è una sua scelta, senza problemi”. 

Il ministro Crosetto ha detto: “Quella di Patrick Zaki è una scelta personale, ci ha anche fatto risparmiare dei soldi. Quindi va bene così”.

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Patrick George Zaki è uno studente egiziano-italiano di 29 anni, attivista e ricercatore presso l’Università di Bologna. È stato arrestato all’aeroporto del Cairo il 7 febbraio 2020, dopo essere tornato in Egitto per una breve vacanza. È stato accusato di “diffusione di notizie false” e “incitamento alla violenza” e condannato a quattro anni e mezzo di carcere.

Zaki ha sempre sostenuto la sua innocenza e ha affermato di essere stato imprigionato per il suo attivismo politico. Le autorità egiziane hanno respinto queste accuse, sostenendo che Zaki è stato arrestato per motivi di sicurezza nazionale.

L’arresto di Zaki ha suscitato proteste in tutto il mondo e ha portato alla condanna di molti governi e organizzazioni internazionali. Il caso è stato anche oggetto di un libro, “Il caso Patrick Zaki”, scritto dal giornalista italiano Riccardo Noury.

Il 21 luglio 2023, Zaki è stato rilasciato dal carcere dopo essere stato graziato dal presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Zaki è tornato in Italia il giorno dopo e ha ricevuto un’accoglienza trionfale da parte dei suoi sostenitori.

L’arresto e il rilascio di Zaki hanno attirato l’attenzione sul problema della repressione politica in Egitto. Il caso ha anche dimostrato l’importanza della difesa dei diritti umani e della libertà di espressione.

Fonte immagine: https://www.facebook.com/photo/?fbid=289423156934804&set=a.102899985587123

Amalia Vingione

Amalia Vingione è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e presso lo stesso Ateneo consegue la laurea specialistica in Filologia Moderna con indirizzo in Italianistica. Consegue un Master in Editoria e Comunicazione presso il Centro di Formazione Comunika di Roma. Attualmente lavora come Editor, Copywriter per diverse Case editrici e Giornali e si occupa di Comunicazione per enti e associazioni.

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