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Cutro, tra i migranti morti nel naufragio anche una giornalista afghana

Cutro, tra i migranti morti nel naufragio anche una giornalista afghana che collaborava con l’Onu

Man mano che vengono recuperati i corpi e identificati, oltre ai nomi si conoscono anche le storie di questi migranti, che speravano in una vita diversa in Europa. Tra i morti di Cutro c’era un giovane che avrebbe dovuto raggiungere la famiglia in Olanda e una giovane donna, una giornalista afghana che collaborava con l’Onu.

Si chiamava Torpekai Amarkhel e aveva 42 anni. La donna realizzava servizi fotografici sulla condizione delle donne in Afghanistan e collaborava anche con la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA). La sua posizione era divenuta troppo in vista e per questo aveva deciso di fuggire dal suo paese.

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La giornalista era salita sulla barca insieme ai suoi famigliari. Altri tre componenti della sua famiglia, compresi due bambini sono morti, mentre una nipotina di 7 anni risulta ancora tra i dispersi.

Una delle sorelle della giornalista, Mida, appena giunta a Crotone da Rotterdam, ha dato mandato al pool di legali creato per assistere gratuitamente le famiglie delle vittime, di rappresentarla nel procedimento giudiziario.

L’avvocato Luigi Ligotti ha pubblicato la foto delle vittima con la famiglia e scrive su Facebook:

Siamo stati incaricati da diversi familiari delle vittime del naufragio avvenuto nelle acque di steccato di Cutro di rappresentarli nei due procedimenti penali iscritti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone.

Il primo procedimento ha già condotto all’arresto di alcuni presunti scafisti che rispondono dei reati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo quale conseguenza della violazione dolosa delle leggi sull’immigrazione.

Il secondo procedimento mira a raccogliere gli elementi per valutare se ci sono responsabilità per il mancato soccorso in mare.

In entrambi i procedimenti forniremo il nostro attivo contributo – anche per mezzo di ricerche e investigazioni difensive – per accertare i fatti e perseguirli se risulteranno provati. Siamo a nostra volta molto disponibili, come certamente lo è la Procura della Repubblica, a ricevere segnalazioni e indicazioni da parte di chiunque ne sia in possesso.

Abbiamo fiducia, a ragion veduta, nelle attività della Procura della Repubblica di Crotone che potrà contare in ogni momento sul nostro ausilio secondo ciò che prevedono regole e procedure.

Lavoreremo insieme alacremente e in modo del tutto gratuito: è il nostro modo di sostenere anche moralmente le centinaia di persone che hanno perso i loro familiari. Collaboreremo, inoltre, con i difensori delle altre persone offese, degli enti e degli organismi esponenziali che decideranno di assumere un ruolo attivo nei procedimenti.

Avv. Luigi Ligotti

Prof. Avv. Mitja Gialuz

Avv. Vincenzo Cardone

Avv. Francesco Verri

(Nella fotografia la famiglia della signora Torpekai Amarkhel. Sono tutti morti nel naufragio. La bambina risulta dispersa. La sorella di Torpekai, che ci ha chiesto di rappresentarla, ci ha pregato di pubblicare questa immagine per ricordarla).

Amalia Vingione

Amalia Vingione è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e presso lo stesso Ateneo consegue la laurea specialistica in Filologia Moderna con indirizzo in Italianistica. Consegue un Master in Editoria e Comunicazione presso il Centro di Formazione Comunika di Roma. Attualmente lavora come Editor, Copywriter per diverse Case editrici e Giornali e si occupa di Comunicazione per enti e associazioni.

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