Siria, non c’è pace per i piccoli sopravvissuti. Tentativo di rapimento per Aya, la bimba estratta con attaccato il cordone ombelicale
Non c’è pace per i sopravvissuti al terribile terremoto che ha colpito la Siria e la Turchia, provocando, fino ad ora oltre 41mila morti accertati. Tra le macerie continuano ad emerge corpi senza vita, ma anche piccoli miracoli, persone sopravvissute nonostante i giorni senza acqua e cibo sotto le macerie.
Tra questi vi è la storia della piccola Aya, che ha fatto il giro del mondo. La bambina, con ancora il cordone ombelicale attaccato, è stata estratta viva dalle macerie in Siria. Il nome che le è stato dato significa “miracolo”, ma per la piccola non c’è pace. Infatti, dall’ospedale dove è ricoverata si è verificato un tentativo di rapimento.
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Per questo motivo i sanitari dell’ospedale di Afrin, dove la piccola è ricoverata, hanno deciso di trasferirla “in un luogo sicuro”. Pochi giorni prima il direttore dell’ospedale aveva sospettato di un infermiere, dopo averlo scoperto a fotografare la piccola nella sua culla. Intuendo la possibilità del rapimento lo ha licenziato. Ma lunedì scorso, alcuni uomini armati, accompagnati dallo stesso infermiere, sono entrati nell’ospedale e hanno picchiato il direttore.
Il capo della direzione sanitaria, Ahmad Hajj Hassan, ha dichiarato: “Le accuse di rapimento sono state un malinteso. Si trattava di una questione interna all’ospedale e non aveva alcun legame con la bambina”.
Migliaia le richieste di adozione per la piccola Aya, tra queste ci sarebbe anche quella di Angelina Jolie.

