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Terremoto, ancora persone vive sotto le macerie. Quasi 9mila i morti

Terremoto, ancora persone vive sotto le macerie. quasi 9mila i morti. Ancora disperso l’italiano Angelo Zen

I numeri sono destinati a salire. Per ora i morti accertati in seguito al terribile terremoto che ha colpito Siria e Turchia sono 8700. Le testimonianze parlano di persone vive ancora sotto le macerie, le loro grida aiutano i soccorritori nella localizzazione, ma la carenza di macchinari, strumenti necessari per il primo soccorso, le strade interrotte perché distrutte dalle scosse e le temperature basse, stanno rendendo tutto molto difficile.

«Tranne l’imprenditore Angelo Zen, tutti gli italiani che si trovavano nelle zone del sisma sono stati contattati, sono in salvo. Vicino all’epicentro c’erano poche decine di connazionali, mentre nell’area ce n’erano circa 170, almeno coloro che erano registrati sull’app», ha detto il ministro Tajani ad Agorà.

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha proclamato uno stato di emergenza di tre mesi in 10 tra le province più colpite. Attualmente nel Paese operano, insieme alle squadre di emergenza turche, team inviati in soccorso da 35 Paesi del mondo.

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Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesu ha detto: “Finora, si stima che più di 5mila persone siano rimaste uccise e più di 18.700 ferite, ma sappiamo tutti che questi numeri continueranno ad aumentare con l’evolversi della situazione. Naturalmente, ciò che questi numeri non ci dicono è il dolore e la perdita che stanno vivendo le famiglie in questo momento”.

Poi aggiunge: “Ora è una corsa contro il tempo. Ogni minuto, ogni ora che passa, le possibilità di trovare sopravvissuti vivi diminuiscono”. “Continue scosse di assestamento, rigide condizioni invernali, danni a strade, alimentatori, comunicazioni e altre infrastrutture continuano a ostacolare l’accesso e altri sforzi di ricerca e soccorso”.

“L’Organizzazione mondiale della sanità sta inviando tre voli charter verso Turchia e Siria colpite dal sisma, carichi di forniture mediche, compresi kit chirurgici per la cura dei traumi, dal nostro hub logistico di Dubai”, ha detto Ghebreyesus. “I funzionari nazionali sia in Turchia che in Siria stanno conducendo operazioni di ricerca e soccorso, anticipando al contempo la crescente necessità di cure traumatologiche per i feriti. L’obiettivo iniziale è salvare vite umane e prendersi cura delle ferite. Stiamo operando in modalità ‘no regrets’, senza rimpianti, con team di gestione degli incidenti rapidamente istituiti a livello nazionale, regionale e globale. Stiamo mobilitando forniture di emergenza e abbiamo attivato la rete di squadre mediche di emergenza dell’Oms per fornire assistenza sanitaria essenziale ai feriti e alle persone più vulnerabili”.

Fonte immagine: https://twitter.com/indomabilepensi/status/1622917656717279233/photo/1

Amalia Vingione

Amalia Vingione è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli e presso lo stesso Ateneo consegue la laurea specialistica in Filologia Moderna con indirizzo in Italianistica. Consegue un Master in Editoria e Comunicazione presso il Centro di Formazione Comunika di Roma. Attualmente lavora come Editor, Copywriter per diverse Case editrici e Giornali e si occupa di Comunicazione per enti e associazioni.

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