Processo Ciro Grillo, in aula i genitori della ragazza violentata, ma anche i suoi amici. Le udienze riprenderanno a febbraio
Il prossimo 8 febbraio riprenderanno, presso il tribunale di Tempio Pausania, le udienze del caso Ciro Grillo, che insieme ad altri tre amici è accusato di violenza sessuale nei confronti di una coetanea.
I testimoni che fino ad ora sono comparsi in tribunale sono marginali rispetto alla vicenda. Invece, ora, c’è attesa per i testimoni convocati dal procuratore capo Gregorio Capasso. Si tratta dei genitori di Silvia, la ragazza vittima della violenza sessuale di gruppo, ma anche gli amici della giovane un ragazzo e una ragazza che avevano raccolto le confidenze della ragazza nelle ore e nei giorni successivi ai fatti.
Le testimonianze dei genitori di Silvia e dei suoi amici fanno entrare nel vivo il processo e saranno determinanti per l’accusa così come per la difesa. Nell’elenco dei testi chiamati a deporre vi è anche Veronica Chiodino, la consulente tecnica del pubblico ministero, la quale si è occupata della traduzione di alcune chat fra Silvia (di origini norvegesi) e una sua amica norvegese.
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Oltre a Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento Cinque Stelle, sono imputati Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria. In una delle ultime udienze l’avvocato di Silvia, Dario Romano, uno dei legali dello studio Giulia Bongiorno che difende la giovane, ha detto: «In questi processi il dolore delle vittime viene prolungato nel tempo e poi si innescano una serie di conseguenze secondarie che riguardano le denuncianti, a ogni udienza si riaprono le ferite».

