Iran, dopo l’esecuzione di Mohsen Shekari sono dieci gli altri condannati a morte per le proteste nel paese
Dopo la prima condanna a morte in Iran di un manifestante, Mohsen Shekari, 23 anni ucciso per impiccagione con l’accusa di “inimicizia contro Dio”, potrebbero verificarsi nuove esecuzioni. La stima è quella di una impiccagione al giorno, anche se i condannati a morte fino ad ora, ufficialmente, sarebbero 11.
Sulla vicenda è chiara la presa di posizione del premier Giorgia Meloni, che ha dichiarato: «Il governo italiano è indignato di fronte alla condanna a morte di Moshen Shekari, giovane che si era unito alle manifestazioni per la libertà in Iran. Questa inaccettabile repressione da parte delle autorità iraniane non può lasciare indifferente la comunità internazionale, e non potrà fermare la richiesta di vita e libertà che viene dalle donne e dai giovani iraniani».
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Secondo quanto riportato dal Guardian, le forze di sicurezza iraniane reprimono la rivolta sparando lelle donne ai loro volti, ai seni e ai genitali. A dirlo al noto giornale sono i medici che curano di nascosto i manifestanti per evitare l’arresto. Secondo questi medici le donne subiscono ferite diverse rispetto agli uomini, che invece vengono colpiti invece alle gambe, alle natiche e alla schiena.
I feriti, inoltre, spesso presentano feriti derivanti da forti esplosioni avvenute ad una distanza ravvicinata. Nelle foto fornite si vedono persone ferite con decine di minuscoli pallini conficcati in profondità nella carne.

