Migranti, ministro Piantedosi ha parlato al Senato: “In Italia non si entra illegalmente” e ha risposto poi alle critiche ricevute
In una informativa urgente al Senato, il ministro dell’Interno Piantedosi ha riferito della questione migranti in Italia. Le ultime settimane sono state particolarmente concitate e piene di polemiche per quanto riguarda lo sbarco di migranti da diverse Ong, con conseguenze anche a livello europeo.
Ha detto Piantedosi: “Agiamo con umanità e fermezza: non abbiamo nessuna intenzione di venire meno ai doveri dell’accoglienza, ma in Italia non si entra illegalmente, la selezione non la fanno i trafficanti di esseri umani. Vogliamo governare i flussi anziché subirli”.
“Ci sono – continua il ministro – 100mila migranti nel sistema di accoglienza e le prefetture segnalano una saturazione dei posti disponibilità e criticità”. Il governo, dunque, “vuole invertire una rotta che per anni non ha tenuto conto dell’interesse nazionale. E’ indispensabile che la gestione non sia affidata allo spontaneismo o alle organizzazioni di trafficanti di essere umani“.
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Piantedosi ha chiarito che “l’Italia è favorevole a un piano complessivo di sviluppo del Nord Africa che coniughi le misure per la crescita con quelle di contrasto al traffico degli esseri umani, con una maggiore collaborazione per evitare le partenze dei migranti”.
Sulla tensione creatasi con la Francia ha detto Piantedosi: “i fatti evidenziano come la Ocean Viking si sia diretta autonomamente verso le coste francesi. Una decisione mai auspicata dall’Italia e che ha creato attriti sul piano internazionale, assolutamente non voluti dal governo”, sottolineando che “la presenza di navi Ong continua a rappresentare un fattore di attrazione, un ‘pull factor’ per i flussi di migranti e sono importanti anche per le organizzazioni criminali che basano il loro modus operandi sulla presenza di assetti Ong nell’area”.
Sempre sulle Ong, il ministro ha concluso: “L’individuazione del ‘place of safety’ avrebbe dovuto esser fatta dallo Stato competente dell’area Sar Malta in cui le navi sono intervenute, Libia e Malta, e poi dallo Stato di bandiera. La richiesta del ‘pos’ deve arrivare dallo Stato di bandiera delle navi non dalle Ong. Queste navi agiscono in modo autonomo compromettendo anche la capacità di fare operazioni di salvataggio. E’ quindi legittimo considerare il transito di queste imbarcazioni non inoffensivo“.
Il ministro ha, infine, risposto alle critiche degli ultimi giorni: “C’è chi, anche da posizioni oggi critiche nei confronti dell’azione del governo, ha sostenuto in passato la necessità di una razionale regolamentazione degli ingressi per favorire l’occupazione nei settori lavorativi trascurati dagli italiani; e chi sosteneva che aprire i porti fosse da irresponsabili, che rischiava di indurre a partire migliaia di persone difficilmente integrabili e che non saremmo stati in grado di accogliere, affermazione che proveniva anche da chi ha definito in questi giorni la nostra posizione un disastro e una sceneggiata”.

