Elisabetta II e Carlo raccontati dallo storico portavoce della Regina Richard Winston Arbiter, meglio conosciuto come “Dickie”
Richard Winston, chiamato “Dickie”, Arbiter, oggi 82 anni è stato segretario e portavoce di Elisabetta II dal 1988 e per oltre dieci anni. Il suo ricordo della Regina e del nuovo Re, rilasciato a La Repubblica, ci restituisce un’immagine familiare e molto umana della sovrana, che nonostante la sua austerità, ha saputo essere una donna semplice e cordiale.
Arbiter ha ricordato il suo primo incontro con la Regina: “Era il luglio del 1988, avevo appena iniziato e fui invitato a Balmoral. Mi venne detto: ‘Preparati che tra mezz’ora andiamo a fare un picnic con la regina’. Wow. Aspettai. A un certo punto Elisabetta II spunta dal nulla. E mi fa: ‘Dai, saliamo in macchina!’. Salgo sul Range Rover. Guida lei. Amava guidare. Arriviamo al cottage di Balmoral, mangiamo qualcosa al volo, tra posate di plastica e contenitori Tupperware. Io ero paralizzato e non ricordo le poche frasi che mi permisi di dire. A un certo punto, sparecchio e mi appresto a lavare i piatti. Ma una voce mi fa: ‘No, aspetta!. La regina Elisabetta! Che mi disse: ‘Io lavo i piatti, tu li asciughi’. E così facemmo. Che meraviglia”.
L’82enne aggiunge un aneddoto, ovvero che Elisabetta non sopportava le sue cravatte eccentriche: “Una sera a una reception, davanti a tutti, mi rimproverò: ‘Dickie, ancora queste orribili cravatte?’”.
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Della regina ricorda anche la tipica ironia inglese e come sapesse mettere gli interlocutori a loro agio: “Sapeva rompere il ghiaccio come nessuno. Anche perché non ci si permetteva mai di parlare direttamente alla Queen. Lei parlava, tu rispondevi soltanto. Ma se la guardavi negli occhi, sì, riconoscevi il suo humour inconfondibile. E soprattutto, trattava tutti allo stesso modo”.
Arbiter ricorda anche il momento più difficile vissuto dalla Regina, ovvero la morte di DIana: “A Buckingham Palace si viveva una certa esasperazione. Anche perché la regina non sopportava che si lavassero i panni sporchi in pubblico. Ma ‘keep calm and carry on’. La regina è andata avanti, credendo nei suoi principi e nel senso del dovere, fino agli ultimi giorni della sua vita. Dopo la morte di Diana la accusarono di non essere triste, ma si è comportata allo stesso modo quando spirarono sua sorella, sua madre o persino Filippo. I reali, i Windsor, non devono mostrare emozioni o sentimenti, perché non vogliono essere interpretati. Per loro è come una ferita in un’armatura”.
Del rapporto tra la regina e Carlo, dice: “Ci sono stati momenti tesi, soprattutto durante la separazione da Diana. Ma Carlo ha sempre avuto un ottimo rapporto con entrambi i genitori”.
Ma Carlo, rispetto alla Regina ha avuto un vantaggio grande, ma anche qualche trauma: “Il problema è che Elisabetta II è diventata regina troppo presto e ha avuto meno tempo per i suoi figli. Quindi Carlo ha sviluppato questa fobia di essere trascurato. Ma poi ha capito con il tempo. E soprattutto, lui ha avuto la possibilità di crescere William e Harry e questo lo ha fatto maturare molto”.

