Reddito di cittadinanza, arriva la stretta per chi rifiuta di lavorare anche nel settore privato. La proposta è delle forze di centro destra
Un emendamento presentato dal centrodestra al Decreto Aiuti prevede che i beneficiari del Reddito di cittadinanza possono perdere il sostegno economico se rifiutano una proposta da lavoro congrua da un privato.
Scrive Tgcom24 che “Le offerte congrue possono essere proposte ‘direttamente dai datori di lavoro privati’ ai beneficiari che firmano il Patto per il lavoro, in cui è previsto l’obbligo di accettarne almeno una su tre. Il datore di lavoro privato comunica, quindi, il rifiuto al centro per l’impiego ai fini della decadenza’
Rebecca Frassini (Lega), prima firmataria dell’emendamento, ha commentato così: “Una misura fortemente voluta dalla Lega, ispirata alla cultura del lavoro e utile al reperimento di maggiore manodopera, soprattutto nel settore turistico-ricettivo”.
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Paolo Zangrillo di Forza Italia ha parlato di svolta: “Una norma molto semplice che risolve due problemi: rispondere all’attuale carenza di forza lavoro in diversi settori e smascherare finalmente chi vuole solo un sussidio e non il lavoro. Il dato politico rilevante del voto è che l’inefficienza del reddito di cittadinanza è stata ufficializzata con un voto ampiamente maggioritario del Parlamento che rappresenta finalmente una svolta della quale ci auguriamo possa prendere atto anche il Movimento 5 Stelle”.
Maurizio Lupi, di Noi con l’Italia, ha commentato: “Con un nostro emendamento abbiamo equiparato l’offerta privata a quella pubblica. Se un percettore di reddito di cittadinanza riceve due offerte di lavoro, magari da un ristorante o da un albergo, e le rifiuta, se ne va a casa, cioè perde il reddito di cittadinanza e non riceve più questo tipo di assistenza dallo Stato”.

