Kiev, il soldato russo a processo si è dichiarato colpevole dell’uccisione del 62enne che disarmato stava rientrando in casa
Vadim Shishimarin, 21 anni, è il primo soldato russo ad essere processato per crimini di guerra. Su di lui l’accusa di aver ucciso un uomo inerme a sangue freddo. Quando, in aula, gli vengono poste le domande di rito, il giovane è lucido e consapevole di ciò che sta per affrontare, nonostante la giovane età.
Il breve interrogatorio a cui è stato sottoposto viene riportato dal Corriere della Sera. Gli viene chiesto di presentarsi:
“«Mi chiamo Vadim Shishimarin. Sono nato a Ust-Ilimsk, nella regione di Irkutsk. Sono sergente caposquadra della 4.a divisione Kantemirovskaya di stanza a Naro-Fominsk, regione di Mosca». È sposato? «No». Ha figli? «No». Ha condanne precedenti? «No». È consapevole delle accuse di violazione delle leggi di guerra e d’omicidio premeditato che le sono rivolte? «Sì». A tale proposito, come si dichiara? «Colpevole»“.
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Il soldato si è difeso dicendo di aver risposto ad un ordine: «Mi è stato ordinato di sparargli e io gli ho sparato. È caduto. Siamo andati oltre».
Katerina, la vedova della vittima, ha detto: «A vederlo è solo un ragazzino, ma anche se sei un ragazzino devi prenderti le responsabilità: nessuno t’ha mai detto che le persone s’uccidono in quel modo».

