Omicidio Laura Ziliani, arrestate le due figlie e il fidanzato di una delle due. Gli esami tossicologici rilevano un possibile avvelenamento
La morte della vigilessa Laura Ziliani ha subito oggi una svolta decisiva. Da tempo si sospettava che la morte della donna fosse un omicidio e per questa fossero coinvolte due figlie e il fidanzato di una delle due.
Prima la scomparsa, poi il ritrovamento del corpo della vigilessa di Temù (Val Camonica) avevano dirottato l’attenzione verso due delle figlie della donna, che a quanto pare avevano un movente economico per uccidere la madre.
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Dopo l’esito degli esami tossicologici sul corpo della donna, è emerso che la donna era stata avvelenata. Sono stati rinvenute dosi massicce di benzodiazepine nel sangue, compatibili con un avvelenamento. Già quando la donna era in vita, aveva confessato ad una amica che dopo aver bevuto una tisana preparata dalle figlie, aveva dormito per 36 ore.
Oltre a questo elemento, gli investigatori avrebbero notato una serie di gravi incongruenza tra il racconto delle figlie e quanto invece emerso nelle evidenze dei rilievi e delle indagini effettuate.
Il Corriere della sera riporta la dichiarazione del procuratore capo di Brescia Francesco Prete sull’arresto di oggi: «Siamo davanti ad un quadro indiziario. Quattro mesi e mezzo di investigazioni serrate hanno portato però a ribaltare la versione originaria quella della scomparsa e della morte naturale» e ha aggiunto «Naturalmente il condizionale si impone nel senso che non abbiamo alcuna certezza. La nostra è un’ipotesi che al momento riteniamo fondata grazie anche al contributo che ha dato l’Istituto di medicina legale di Brescia che ha individuato delle tracce di sostanze che probabilmente hanno determinato la causa della morte o contribuito alla sua determinazione».

