Patrick Zaki in una intervista racconta: “da 7 anni porto avanti la mia battaglia per i diritti umani”
In un’intervista a Qn, Patrick Zaki, lo studente dell’Università di Bologna ancora sotto processo in Egitto per i contenuti di un articolo sulle minoranze, giudicato sovversivo dalle autorità egiziane, ha raccontato come è cambiata la sua vita dopo l’arresto.
“Dopo l’arresto tutto è cambiato. La mia storia è diventata un caso internazionale, soprattutto grazie alla mobilitazione dei cittadini italiani e bolognesi: questa è stata la chiave per la mia libertà”, ha detto Zaki.
Sulla mobilitazione internazionale, che è partita dopo la notizia dell’arresto, ha detto: “Sapevo che i miei colleghi universitari avrebbero potuto fare qualcosa di importante per la mia liberazione. Non avrei mai immaginato, però, di vedere migliaia di persone invocare a gran voce il mio nome per le strade di Bologna e dell’Italia intera”.
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Poi ha parlato di come la scorsa settimana, per la prima volta, ha avuto la possibilità di difendersi: “insieme ai miei legali, ho voluto spiegare punto per punto tutto quello che pensavo. È una grande soddisfazione, perché abbiamo lottato molto per arrivare a questo momento”.
Alla domanda se abbia mai pensato di rinunciare alle sue idee in cambio della libertà, dice: “No, mai. Da sette anni porto avanti la mia battaglia per i diritti umani e non c’è mai stato un momento, prima, durante e dopo il mio arresto in cui io abbia pensato di rinunciare”.
Poi racconta la reazione alla notizia della scarcerazione: “ero paralizzato. Non avevo immaginato che potesse accadere veramente. Ricordo le prime settimane di libertà, non riuscivo a credere che tutto ciò fosse reale, avevo paura di svegliarmi un giorno ed essere di nuovo in prigione”.

