Superbonus 110%, è scontro politico sullo stop ai crediti e allo sconto in fattura. Contro la decisione Forza Italia, Pd e M5S
Nell’ultimo Consiglio dei ministri il Governo Meloni ha decretato lo stop di fatto ai crediti e allo sconto in fattura per quanto riguarda il Superbonus 110%. La notizia ha preoccupato sia i cittadini che le categorie professionali interessate, ma anche molte forze politiche.
La prima a prendere posizione è stata Forza Italia, che ha annunciato la necessità di un tavolo di confronto così da studiare le modifiche al decreto, al fine di “tutelare i meno abbienti” e “dare certezza alle imprese e ai condomini”.
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Duro il commento di Giuseppe Conte che attacca: “Con questo decreto il governo tradisce famiglie e imprese che contavano sulle ristrutturazioni, sui crediti d’imposta, sullo sconto in fattura, e soprattutto ammazza la nostra economia”. Poi aggiunge: “Il governo sta creando le premesse per un disastro economico e sociale tradendo tutti gli impegni presi in campagna elettorale. Ricordiamoci che col Superbonus abbiamo fatto il 6.7% di Pil nel 2021, abbiamo creato 900.000 posti di lavoro, tagliato un milione di tonnellate di Co2. E soprattutto è una misura che si è ampiamente ripagata con le imposte, con i contributi diretti al 70% nella casse dello Stato. Quando il governo parla di ‘politica scellerata’ cosa significa? Che il governo Draghi non ha tenuto i conti in ordine, e quindi ha fatto cinque decreti distribuendo 90 miliardi a famiglie per extragettito che non doveva distribuire per aiutare famiglie e imprese? Sono cose gravissime delle quali dovrà rispondere agli italiani”.
Anche il Pd è intervenuto e ha detto: “Con il decreto licenziato dal governo Meloni si blocca definitivamente e con effetto immediato ogni buon effetto dei bonus edilizi che abbiamo introdotto in questi anni e che hanno contribuito in modo significativo alla crescita del Pil di cui la destra oggi si vanta”. Debora Serracchiani, ha detto che il decreto significa condannare “alla chiusura decine di migliaia di imprese, fermare almeno 100mila cantieri, mandare sul lastrico migliaia di famiglie”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni: “Prendiamo atto della decisione del governo italiano sul Superbonus. Tra gli obiettivi della misura ce ne era uno che ci stava molto a cuore, quello di migliorare le classi energetiche delle abitazioni. Riconosco però le preoccupazioni del ministro Giorgetti sulle conseguenze sui conti pubblici”.

