Marche, le cause del terremoto spiegate dal sismologo Meletti e il video della scossa in diretta tv pubblicate sui social
Questa mattina, 9 novembre 2022, le Marche si sono svegliate con una nuova forte scossa di terremoto. L’Ingv ha stabilito che la prima scossa, intorno alle ore 7, è stata di magnitudo 5.5, seguita da circa venti scosse più lievi, la più forte è stata di magnitudo 4.
Il terremoto, il cui epicentro è stato individuato a 30 km dalla costa pesarese e a 8 di profondità, è stato sentito in tutta l’Italia centrale e nelle città di Ancona, Senigallia, Pesaro e in altri centri. Si segnalano per ora pochi danni alle strutture. Le scuole sono state chiuse preventivamente, così come le stazioni ferroviarie e al pubblico gli ospedali, per le verifiche del caso.
La forte scossa è stata anche registrata da una tv locale di Fano, che era in diretta per la rassegna stampa mattutina, e pubblicata in rete.
Il sismologo Carlo Meletti dell’Ingv, in una intervista al Corriere della Sera ha parlato della natura del terremoto, facendo la differenza con quello che nel 2016 colpì Amatrice e altri centri tra Marche e Lazio.
Ha detto Meletti: «Geograficamente sono aree vicine, ma dal punto di vista geologico sono completamente diverse. Quello di Amatrice è avvenuto nell’Appennino ed era di tipo distensivo, ovvero è la crosta che si allarga. In questo caso ci troviamo sui lembi più estremi dell’Appennino che avanzano al di sopra della placca adriatica. È la conseguenza di un raccorciamento, una convergenza tra due placche».
Leggi anche: SBARCHI A CATANIA, ECCO LE PAROLE DI GIORGIA MELONI. CRITICHE DALLA FRANCIA
Su cosa accadrà nei prossimi giorni e su uno sciame sismico, ha detto Meletti: «Una sciame sismico sì. Dopo un paio d’ore avevamo registrato altre 35 scosse minori e ce ne saranno sicuramente altre. Non possiamo prevedere se quella di stamattina è stata la scossa più forte. Possiamo però osservare che sembra confrontabile con quello del 1930 che ebbe una magnitudo 5.8, quindi è presumibile che questi siano i valori massimi».

