La nuova variante indiana rende il virus del Covid sempre più trasmissibile. Cartabellotta raccomanda vaccino e mascherina
La nuova variante indiana del Covid-19, la Ba.2.75, sarebbe cinque volte più trasmissibile e per questo motivo sta facendo registrare in molti paesi del mondo un aumento esponenziale dei contagi. L’osservazione clinica della nuova variante non ancora è completa, ma da quello che si è appreso fino ad ora, pare che la “variante indiana” sia in grado di infettare e reinfettare, superando l’immunità raggiunta.
Un dato positivo, almeno per ora, è che non svilupperebbe forme gravi di malattia, soprattutto nelle persone che hanno ricevuto il vaccino. Tuttavia, bisogna ancora attendere l’evoluzione nei prossimi mesi.
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Secondo gli esperti si tratta di una variante di seconda generazione derivante dalla variante di Omicron BA.2. In attesa dell’ufficialità da parte dell’Oms, che per il momento non l’ha inserita tra le cosiddette VOC (Variant Of Concern), ovvero le varianti di interesse.
Sui social, però, la sottovariante indiana è stata battezzata ‘Centaurus’, termine coniato dall’utente Xabier Ostale è già diffuso sui media internazionali.
Proprio per la sua alta contagiosità porta gli esperti a raccomandare sia il richiamo vaccinale che a mantenere l’uso della mascherina. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha detto: “in questa fase, oltre ad accelerare la somministrazione della 4/a dose nei pazienti vulnerabili, è indispensabile contenere la circolazione virale utilizzando le mascherine”.

