Scuola, Bianchi: dal 10 gennaio si ritorna in presenza. Il ministro dell’Istruzione parla anche dell’esclusione della Dad
Nei giorni scorsi si è discusso molto sul rientro o meno degli studenti tra i banchi di scuola il prossimo 10 gennaio. A mettere fine alla discussione sono il ministro della Salute Roberto Speranza e il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.
Per Speranza «l’esecutivo sulla scuola ha già deciso. Si tornerà a scuola in presenza e in sicurezza». In una recente intervista al Corriere della Sera, il ministro Bianchi ha detto: «Ho incontrato i rappresentanti sindacali dei presidi parlato con molti dirigenti scolastici, ascoltandone le preoccupazioni. Nessuno vuole lasciarli soli o scaricare responsabilità su di loro. Il governo ha approvato, con forza di legge, misure a tutela della scuola in presenza e in sicurezza, come era stato richiesto anche dai dirigenti. Si tratta di applicarle, tutti insieme. E di affrontare, insieme, anche le eventuali difficoltà».
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Sulla possibilità di interrompere ora il calendario scolastico e allungarlo a giugno, dice Bianchi: «La nostra intenzione è procedere con i calendari già definiti». Mentre sulla Dad aggiunge: «Sottolineo che finora nessun Paese europeo ha deciso di chiudere le scuole. Se fosse necessario, devono essere le ultime a chiudere. Abbiamo definito i limiti oltre i quali possono scattare delle chiusure mirate con il decreto legge di agosto. Si possono far scattare le lezioni a distanza solo in casi eccezionali. Ma il ricorso massiccio alla Dad, oggi, come se i vaccini non ci fossero, sarebbe un errore».
Il presidente della regione Campania, De Luca, ha fatto un’ordinanza di chiusura delle scuole fino alla terza media fino alla fine di Gennaio. Su questo ha detto Bianchi: «La legge è molto chiara: permette ai presidenti di Regione di intervenire solo in zona rossa e in circostanze straordinarie. Queste condizioni oggi non ci sono oggi. Ritengo vi siano gli estremi per impugnare quell’atto».

