Antonella Viola ha espresso in una intervista al Corriere della Sera il proprio parere su green pass e mascherine
Antonella Viola, immunologa e direttrice dell’Istituto di ricerca pediatrica di Padova, ha espresso in una intervista al Corriere della Sera il proprio parere su green pass e mascherine. Alle domande sul proprio parere sull’obbligatorietà della certificazione verde, l’immunologa ha detto:
“In questa fase è una misura necessaria per motivare chi ancora non ha avuto una grande spinta alla vaccinazione per ragioni diverse da quelle ideologiche. I no vax, invece, non si possono convincere, ma per fortuna sono pochi” e ha aggiunto sull’obbligo nelle università: “Lo trovo corretto, è una questione di civiltà. Stiamo parlando di ambienti in cui i ragazzi stanno insieme per tanto tempo. Invece sono assolutamente contraria all’obbligo a scuola“.
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Poi specifica: “l’obbligo di vaccino è giusto per gli insegnanti, al pari dei sanitari. Ma per i ragazzi la scuola è un diritto. Se hanno un genitore che non vuole vaccinarli, non è giusto togliergli il diritto di andare a scuola. L’università è un ambiente diverso, di adulti, e francamente credo non ci saranno problemi a raggiungere livelli alti di vaccinazione».
Sulla terza dose di vaccino, Viola parla di dati non ancora sufficienti, ma che è ragionevole l’ipotesi di somministrarla a persone con fragilità e immunodepressi: “Basandoci su dati passati, possiamo pensare a un richiamo a immunodepressi, persone molto anziane e fragili, chi ha fatto il monodose (studi in atto stanno valutando una seconda dose, omologa o eterologa). Non deve passare l’idea che ci servirà la terza dose. Nelle persone giovani e in salute io credo non sarà necessario”.
Altra riflessione importante è sull’abbandono delle mascherine. Dice Viola: “Quando avremo l’80% della popolazione coperta, dovremo avere il coraggio di smettere di contare i positivi, abbandonare la mascherina e dire no alle quarantene. Con il virus, domato dalle vaccinazioni, dovremo conviverci. La mia paura è che il governo continui a comportarsi come se non ci fossero i vaccini anche quando saremo tutti vaccinati”.

