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La moglie di Paolo Rossi: “La diagnosi dopo un viaggio, sembrava risolvibile”

Federica Cappelletti ha raccontato gli ultimi giorni di vita dell’ex calciatore

A dare l’annuncio sui social è stata lei, la moglie di Paolo Rossi, Federica Cappelletti, che ha raccontato anche gli ultimi giorni del coniuge a “Corriere della Sera”.

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Paolo lottava dalla scorsa primavera contro un tumore. La diagnosi era arrivata dopo un viaggio alle Maldive in cui i due avevano deciso di rinnovare le promesse. “Sono stati giorni straordinari. Tornati in Italia, la diagnosi. Ma sembrava una cosa assolutamente risolvibile. Poi sono arrivati altri problemi”.

 

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Poi l’ex campione del Mondo si è rotto il femore e si è operato alla schiena: “Abbiamo cercato di superare i problemi e lui sembrava più forte di prima. Quindi l’ultimo ricovero al Policlinico Le Scotte: aveva il tutore, liquido nei polmoni, ma niente avrebbe potuto farci pensare a un epilogo così improvviso, nessuno in famiglia se lo aspettava, né io né le mie bambine”.

Bambine a cui ha dovuto dare la triste notizia:

Sono tornata di notte a casa. Le ho abbracciate senza svegliarle. E stamani ho acceso la tv. C’erano le foto e i video del loro papà. Ho detto loro che Paolo è ovunque e che il suo ricordo meraviglioso sarà sempre nel loro cuore. Maria Vittoria ha 11 anni, Sofia Elena 8. Hanno pianto, ma sono bambine forti come il loro padre.

Federica ha anche spiegato che Rossi era estremamente legato alla vita e anche negli ultimi giorni aveva visto alla tv il derby Juve – Torino come un normale tifoso. In ospedale con lui c’era Giuseppe Olivieri medico che ha operato Alex Zanardi e per cui la Cappelletti ha solo che parole di stima.

I due si erano conosciuti nel 2003 a Perugia come spiega lei, durante la presentazione di un libro che aveva scritto (è giornalista e scrittrice).

 Non lo conoscevo personalmente ma lo avevo precedentemente chiamato per invitarlo alla presentazione. Mi aveva chiuso il telefono in faccia, ma poi era venuto, ci siamo conosciuti. Mi sono innamorata subito del suo sorriso, della sua generosità, della intelligenza con cui riusciva a vedere le cose. Con Paolo ogni momento è stato bello, e non è retorica. Anche questi giorni in ospedale lo vedevo sempre bello, il campione di sempre. Affrontava le cure con coraggio, la riabilitazione con volontà. Certo, il morale andava giù a volte, ma io ho sempre cercato di spingerlo a continuare a combattere. Era la partita della nostra vita, il nostro fatidico Mondiale. Ma stavolta non l’abbiamo vinto.

admindaily

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