Home » Gf Vip, un programma ormai moribondo | Dalla realtà alla finzione: perché andrebbe chiuso

Gf Vip, un programma ormai moribondo | Dalla realtà alla finzione: perché andrebbe chiuso

Un Grande Fratello ormai snaturato nella sua essenza quello che Mediaset oggi propone al pubblico

Da realtà alla finzione, in cerca di ascolti. Un Grande Fratello snaturato ormai quello che Mediaset propone al suo pubblico. Eppure con reality show  si intende un format di intrattenimento che si basa su situazioni ispirate alla realtà vissute da persone comuni. Ora, per svecchiare il programma, è stata introdotta da cinque anni la versione vip, dove i personaggi concorrenti della casa che, un tempo era la più spiata d’Italia, sono personaggi famosi. Si assiste alla finzione: i vipponi, come li chiama Alfonso Signorini che da due anni conduce il Grande Fratello Vip, sono chiamati a recitare un copione. Il gossip da carta stampata annega adesso nella finzione del reality.

Si potrebbe attingere da dinamiche interne, invece si punta all’esterno con risultati scarsi che non migliorano la qualità di ciò che viene proposto e non volgono lo sguardo verso un pubblico ormai stanco dal ventennale programma Mediaset. D’altra parte oggi la concorrenza è forte ed è dettata soprattutto dai social, oltre che dalla tv concorrente, che rendono i vip alla portata di tutti. Ma non è solo un problema di concorrenza, ma di lealtà nei confronti del pubblico.

leggi anche–>“Aresgate” parla Manuela Arcuri: “Non ho mai sentito in vita mia tante falsità”

 

Il caso Aresgate

https://www.instagram.com/p/CFqAIHOiECb/

Si pensi ad esempio alle confessioni notturne tra Adua Del Vesco e Massimiliano Morra. Confessioni che hanno fatto esplodere quello che poteva diventare un caso mediatico interessante, meritevole di essere approfondito.  L’aresgate avrebbe potuto innescare senza dubbio interesse e avrebbe potuto aumentare di conseguenza gli ascolti non solo del GF Vip, ma di buona parte del palinsesto della rete Mediaset. E’ successo però che il caso è stato bloccato sul nascere, complice – lo ha svelato Dagospia – una diffida del principale accusato, il produttore Alberto Tarallo, che avrebbe intimato all’azienda di Cologno Monzese di non parlare della questione. E’ un dato di fatto che l’interesse del pubblico venga tradotto in ascolti, che in termini di share si traduce in denaro: ogni punto di share ha un valore di svariati milioni di euro. Ma il colosso Mediaset ha preferito tacere e non incorrere in querele. Per ragioni di correttezza nei confronti del pubblico e dei protagonisti delle presunte manipolazioni che sarebbero avvenute ai danni degli attori coinvolti, si sarebbe dovuta approfondire la questione. In primis per denunciare, poi per indagare e far emergere il caso che avrebbe alle spalle una situazione preoccupante dai risvolti anche penali.

La scelta di Mediaset

Insomma la scelta dell’azienda è legittima ma discutibile. Di fatto si tratta di un tradimento nei confronti del pubblico. Quel tradimento che ha portato alla scelta, prendendo il pubblico in giro, di portare in trasmissione uno dei principali protagonisti della vicenda, Gabriel Garko che per tre anni è stato accanto ad Adua Del Vesco, facendolo parlare d’altro e dare solo un accenno alla questione, sostituendola con il coming out dell’attore, che ha appunto parlato del “segreto di pulcinella”.

admindaily

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna in alto