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“Clamoroso”, la biografia di Gianmarco Pozzecco

Scritto con Filippo Venturi è nelle librerie dal 22 settembre

Ha da poco compiuto 48 anni e non ha perso l’amore e la passione per il suo sport, il basket.

Gianmarco Pozzecco dopo aver concluso la carriera da giocatore ha intrapreso quella da tecnico e ora è allenatore della Dinamo Sassari.

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Una vita intera passata sul campo da basket, tra prodezze sportive, vittorie, sconfitte e esuberanza che ha sempre contraddistinto il friulano.

Il campione di basket, medaglia d’argento ad Atene 2004 ha deciso così di raccontare la sua carriera e i suoi momenti più significativi in un libro.

Edito da Mondadori, “Clamoroso“, questo il nome del libro, è nelle librerie da martedì 22 settembre ed stato scritto con Filippo Venturi.

La mia passione per questo sport è ciò che ha mosso tutto, da sempre, ed è anche la cosa che, ne sono convinto, la gente superficialmente ignora di più di me. Forse pensano che io sia uno dei tanti cestisti a cui un dio generoso abbia arbitrariamente distribuito centimetri e talento in quantità sufficiente da diventare un campione. Ma non vi basta guardarmi?

O vi serve appoggiarmi al muro e misurarmi per capire che con me, quel dio, è stato obiettivamente ingiusto? Altri invece ritengono che io sia stato semplicemente un donnaiolo discotecaro. Che sono arrivato a certi livelli solo grazie a quel po’ di talento e al classico colpo di culo. Sì, è vero, non c’è stata una domenica sera che non abbia fatto l’alba con un drink in mano. Spesso molto tegolo. O meglio, come diciamo noi, tegolo duro.

Chissà quanti di voi mi hanno visto all’Hollywood con due bicchieri in mano e la sigaretta in bocca. Ma gli altri giorni della settimana dov’ero? Quando voi uscivate a sbronzarvi di nuovo il venerdì o il sabato sera? Ve lo dico io: a casa! Nella mia vita ho bevuto?

Sempre e solo quando pensavo non condizionasse un match. Da sbronzo ero capace di fumare un pacchetto di Marlboro in un paio d’ore. Ma pensate a quanto sono strano: fumo solo quando bevo. E bere mi fa schifo. Questi sono stati i miei unici vizi. Ed è per questo che chi mi crede un fottuto pippatore mi fa incazzare. Io non mi sono mai drogato nella mia vita, mai. Non me ne frega una beata minchia di chi lo faccia, del perché o del quanto, io non sono migliore di nessuno, ma questa cosa la posso dire serenamente: la mia droga è stata sempre fare il culo a tutti su quel parquet che fa 15 per 28. Io mi sono divertito in quel rettangolo, e quello che facevo lì dentro mi ha concesso una vita a dir poco clamorosa.

admindaily

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