Alessia Pifferi, il processo prenderà il via il prossimo 27 marzo. La donna rischia la condanna all’ergastolo
Si terrà il prossimo 27 marzo il processo che vede imputata Alessia Pifferi, la donna di 37 anni che lasciò morire di stenti la sua bambina, abbandonandola in casa per una settimana.
L’accusa a suo carico è di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione, per cui Alessia Pifferi rischia la pena dell’ergastolo.
Secondo l’accusa la donna avrebbe lasciato la figlia “priva di assistenza e assolutamente incapace, per la tenerissima età, di badare a se stessa, senza peraltro generi alimentari sufficienti e in condizioni di palese ed evidente pericolo per la sua vita, pure legate alle alte temperature del periodo”.
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Ciò per i magistrati causò “nella minore una ‘forte disidratazione’, con ‘deragliamento delle funzioni cellulari con particolare riferimento al sistema nervoso centrale e al circolo’, culminato nel decesso”.
Per la Procura Pifferi “anche venendo meno all’obbligo giuridico di impedire l’evento, in ragione della posizione di garanzia da lei rivestita” avrebbe provocato “la morte della propria figlia Diana, nata il 29 gennaio 2021, lasciandola da sola all’interno della loro abitazione, in un ‘lettino da campeggio’, continuativamente dal tardo pomeriggio di giovedì 14 luglio 2022 sino a metà mattinata del 20 luglio”.
La morte della piccola Diana fu per l’accusa “conseguenza, anche alternativa e altamente probabile, se non addirittura certa” della condotta della madre, che era consapevole del “concreto ed elevatissimo rischio che la morte della piccola Diana, poi in effetti sopraggiunta, si verificasse”.

