Zelensky a Sanremo, prevista una manifestazione pacifista. Si temono infiltrazioni anarchiche, ma i promotori si sentono sicuri
La partecipazione di Zelensky al Festival di Sanremo ha fatto molto discutere. Anche alcuni esponenti della politica si sono espressi contro la partecipazione del leader ucraino, che parteciperebbe con un messaggio preregistrato, in cui dovrebbe parlare di pace.
Tuttavia, le proteste non si fermano e nei giorni del Festival sono previste delle manifestazioni pacifiste. A parlarne all’Adnkronos è Diego Costacurta, leader di Pecora Nera e ideatore, con il Comitato di Liberazione Nazionale, della manifestazione pacifista di sabato 11 febbraio. Il timore, però, è che nella manifestazione possano inserirsi le frange anarchiche.
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Ha detto Costacurta: “Non siamo preoccupati per un’eventuale manifestazione degli anarchici a Sanremo, dubito che abbiano interesse a venire nella nostra manifestazione, che rifugge la violenza ed è una cosa pacifica di preghiera e musica. Penso che loro siano attratti dal festival, non da noi. No, non temo che ci siano commistioni”.
Poi aggiunge: “La nostra è una festa, un momento di musica, persone eterogenee con il focus del disarmo, niente che possa andare verso un’azione violenta e su questo sono tranquillissimo -assicura Costacurta- Se si devono infiltrare penso che troverebbero ‘lungo’, ovvero nessuno aderirebbe e li seguirebbe perché non ci coniughiamo con la violenza“.
Nel caso dovessero presentarsi gli anarchici, rassicura Costacurta: “Troverebbero il nostro disappunto serio, il servizio d’ordine sarà molto attento e provvederà ad avvisare immediatamente le forze dell’ordine“.
Poi spiega che “la manifestazione sta crescendo un maniera esponenziale. E’ nata da un’idea che verte sull pace, nasce sotto l’egida spirituale e non mi aspettavo questo coinvolgimento, sono ormai tantissime le sigle che stanno aderendo, movimenti religiosi, spirituali, pacifisti, no armi, no Nato. Io ho aperto a tutti, da destra a sinistra, non mi piace essere etichettato in nessun modo, qua siamo tutti diversi ma c’è un focus uguale per tutti, che è il disarmo“.
La presenza di Zelensky a Sanremo, per lui “è come buttare benzina sul fuoco. Non si può chiamare una parte belligerante al festival, per giunta a chiedere le armi. E non è una questione ideologica, avrei fatto lo stesso discorso per Putin”, scandisce Costacurta. Che chiosa: “Qui c’è un popolo, anche eterogeneo, che però finalmente converge tutta su un punto: non volere più personaggi sia di destra che di sinistra, che giocano ad avere maschere di comodo”.

